ORISTANO


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lunedì 21 luglio 2008

Pronta, netta reazione del Segretario Generale CISL Scuola alle affermazioni dell’On.le Bossi. Dichiarazione di F. Scrima

Attenzione: la scuola è una cosa seria!
No alle affermazioni di Bossi


La CISL Scuola esprime indignazione per le parole di scherno e di minaccia che un autorevole esponente del Governo Nazionale oltre che leader di un importante partito di maggioranza ha avuto nei confronti dei docenti “meridionali”, parole che offendono ed umiliano l’intero sistema scolastico del Paese.

Nessun docente, infatti, in qualsiasi scuola operi e qualsiasi sia la sua provenienza geografica, si è mai permesso di “martoriare” gli alunni affidatigli, lasciandosi condizionare – in sede di valutazioni – da elementi estranei alla considerazione dei risultati da ciascuno raggiunti.

Pur nel doveroso rispetto delle opinioni espresse oggi da alcuni politici, non condividiamo neanche quanti hanno tentato di minimizzare l’episodio ascrivendolo al colorito stile comunicativo cui spesso l’On.le Bossi fa ricorso.

La scuola e la condizione professionale degli insegnanti sono questioni troppo serie e cruciali per i destini della Nazione perché se ne possa parlare con la superficialità e la finta leggerezza di una boutade che rischia di minare l’unità nazionale per la cui realizzazione la scuola ha fornito un prezioso e insostituibile contributo.


Chi vorrebbe utilizzare il federalismo quale strumento di balcanizzazione del sistema scolastico, di fatto vuole rinnegare la scuola della Costituzione, quella cioè che garantisce, in sinergia con le competenze delle Regioni e delle Autonomie Locali, nel rispetto del principio di sussidiarietà, l’unità culturale del Paese quale fondamento della nostra comune identità nazionale.

Chi reclama che alle Regioni del Nord l’insegnamento venga affidato esclusivamente a docenti di quelle stesse aree territoriali, dovrebbe coerentemente pretendere, e nulla esclude che siano intenzionati a farlo, che lo stesso criterio “autoctono” venga esteso ai Carabinieri, alla Polizia, ai Magistrati che, come i Docenti, assicurano servizi fondamentali costituzionalmente garantiti.

Saremmo al parossismo istituzionale e ci colpisce il fragoroso silenzio dei tanti ed autorevoli editorialisti, che in questi ultimi tempi si sono occupati di scuola con giudizi severi oltre misura, perché intervengano in difesa della scuola della Costituzione e del lavoro di tutti quei docenti del Centro-Sud che in questi decenni hanno consentito alle scuole della “padania” di funzionare regolarmente, quando i giovani di quelle aree economicamente più fortunate hanno preferito altre e più redditizie occupazioni.

Dopo aver espresso il nostro fermo dissenso politico-sindacale sull’esternazione dell’On.le Bossi, ci sia consentito – a sua unica “attenuante” e sperando di non incappare nella censura del Garante della Privacy – sottolineare la singolarità della situazione familiare del leader leghista che vede al suo interno contemporaneamente presenti la “vittima” (il figlio bocciato) e il “carnefice” (la moglie, insegnante del Sud).

Roma, 21 luglio 2008

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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lunedì 7 luglio 2008

NON ROVINARE LA SCUOLA ELEMENTARE.

Alcune doverose riflessioni di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

A volte ritornano ... con la solita supponenza, gli immutati pregiudizi, la pervicace non conoscenza delle cose. Sono quanti - sulla scia del decreto-legge 112/08, che all'articolo 64, comma 4, lettera d, parla di "rimodulazione dell'attuale organizzazione didattica della scuola primaria" - invocano il ritorno alla "maestra unica".

A parte improvvisate esternazioni pedagogiche e stravaganti annotazione parapsicologiche, si torna a considerare la riforma del '90 come frutto di una mera e impropria politica occupazionale. Ristabilire la verità e difendere l'attuale organizzazione di questo segmento del nostro sistema di istruzione che risulta eccellente e tra i primi anche nei confronti internazionali, è un impegno doveroso nei confronti di questa scuola e dei suoi insegnanti, ed è anche un modo per assicurare a tutto il sistema di poter contare su una "scuola di base" di qualità.

Leggi tutto il testo dell'intervento, sul sito della CISL SCUOLA Nazionale il cui link trovi anche sulla colonna destra della pagina.

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giovedì 26 giugno 2008

Assunzioni nella scuola: l’infondata logica del risparmio

Trentaduemila precari immessi in ruolo: una notizia buona e una cattiva.

Dichiarazione di Francesco Scrima Segretario Generale della CISL Scuola

La notizia buona è che a questa categoria di lavoratori della scuola viene riconosciuto il diritto alla stabilità e alla sicurezza.

E’ così respinta la posizione di quanti volevano la rottamazione di tanti che nella scuola hanno lavorato e continuano a lavorare per garantire un buon servizio.

La notizia cattiva è che le assunzioni ora determinate coprono solo in parte il fabbisogno e sono inferiori a quanto già previsto dal piano triennale.

Prevale ancora una infondata logica del risparmio in quanto i posti ancora vacanti saranno comunque coperti con personale assunto a tempo determinato pagato quanto quello di ruolo.

A parità di costi avremo quindi condizioni di instabilità del lavoro che non garantiranno la prima condizione necessaria per sostenere l’efficacia e l’efficienza del sistema di istruzione.
Roma, 26 giugno 2008

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lunedì 23 giugno 2008

ATTACCO ALLA SCUOLA. Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale della CISL Scuola

La bozza, pubblicata dai quotidiani economici, del decreto-legge collegato al DPEF 2009-2013 assegna alla scuola la funzione di capro sacrificale sull'altare della riduzione della spesa pubblica.

E' ovviamente necessario che chi governa amministri con oculatezza le risorse necessarie a far funzionare lo Stato e punti alla economicità dei servizi da garantire ai cittadini. Un piano di ammodernamento si può fare solo a partire da una dettagliata analisi dell'esistente e da un puntuale programma di interventi mirati.

L'articolo del decreto che punta sulla scuola si muove con logica opposta: decide all'ingrosso pesantissimi tagli del personale senza considerare le conseguenze sul piano della qualità dei servizi erogati. Non si interessa degli obiettivi che oggi la scuola deve ottenere, ma attacca semplicemente un pezzo di welfare.

Si taglia il futuro, si tagliano le radici su cui il Paese può crescere.

Ci sono, nella scuola, sprechi e diseconomie che giustifichino un taglio di 100.000 insegnanti e di 47.000 unità di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario?

Questa è un'operazione che porta solo a un depotenziamento della rete territoriale delle scuole e a un'organizzazione del servizio che non potrà assicurare quel fondamentale diritto costituzionale che è l'istruzione per tutti.

A questo punto risulta, oltre che falso, anche provocatorio l'obiettivo di quella "crescita sociale" che il DPEF pone a fondamento e motivo ispiratore delle diverse azioni indicate.

La scuola che il governo sta disegnando è una scuola che sparirà da molti Comuni, che sarà meno attenta a chi ha più bisogno, che ridurrà drasticamente la sua capacità di promozione sociale.

Con buona pace di quella "emergenza educativa" di cui tutti parlano.

Non possiamo non chiedere a tutti, e in primo luogo al Parlamento, di difendere la scuola della Costituzione.

Roma, 23 giugno 2008


Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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sabato 21 giugno 2008

Precari della Scuola: Dieci cose da sapere prima di commentare.

La risposta del Segretario Generale della Cisl Scuola all’intervento di Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera del 15 giugno scorso (”Scuola, il tabù dei concorsi).

Leggi l'articolo su "
Conquiste del Lavoro", il quotidiano della Cisl, che trovi nella pagina dei Links Stampa, Radio Tv con accesso dalla colonna destra della pagina principale, oppure a questo [link]

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giovedì 19 giugno 2008

"100.000 tagli nella scuola? Inaccettabile manovra punitiva".

Allarmanti notizie giornalistiche riferiscono che la scuola sarebbe oggetto di pesanti "tagli" del personale.

Chiediamo al Governo un immediato intervento chiarificatore sui reali contenuti della manovra che, per la loro delicatezza, non possono essere gestiti solo attraverso un'impropria distillazione mediatica.

Prevedere "tagli" di 100.000 posti che si aggiungerebbero ai 43.000 dell'ultima Finanziaria del precedente Governo - che già stanno mettendo in ginocchio la scuola - significherebbe attivare un disegno di destrutturazione del sistema che produrrebbe inevitabilmente scardinamento della coesione sociale e impoverimento civile.

Si tratterebbe di un'inaccettabile manovra punitiva contro la scuola pubblica statale - che la scuola stessa certamente non merita - che non terrebbe conto del diritto all'istruzione costituzionalmente garantito e contrasterebbe con l'obiettivo di ammodernare il Paese, per renderlo più competitivo attraverso la crescente qualificazione dei processi formativi.

Roma, 19 giugno 2008

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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lunedì 16 giugno 2008

Immissioni in ruolo: il Ministro proceda con urgenza. Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

Reiteriamo al Ministro Gelmini la proposta di procedere immediatamente, senza indugi o ripensamenti, all'immissione in ruolo dei docenti e del personale ATA di cui la scuola ha urgente bisogno per la copertura dei posti scoperti. Lo impone la Legge, il cui rispetto è dovuto da parte di tutti e non può essere invocato solo quando si parla di "tagli".

Di analogo rispetto hanno diritto i "precari", che non sono fastidiosi clandestini da rottamare, come sostiene qualche editorialista, bensì insegnanti che - oltre ad aver superato selezioni durissime attraverso regolari procedure concorsuali - hanno maturato significative esperienze professionali e garantito il funzionamento della scuola.

Il 1° settembre è ormai alle porte e i tempi per l'Amministrazione stanno inesorabilmente per scadere, se si vuole evitare la disorganizzazione dell'inizio del prossimo anno scolastico.

Il Ministro, pertanto, assuma le necessarie decisioni politiche e impartisca le conseguenti disposizioni amministrative affinché fin dal primo giorno di scuola su tutte le classi sia garantita la presenza dei rispettivi docenti.

Roma, 16 giugno 2008

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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PRECARI: QUELLO CHE GIAVAZZI (Corriere della Sera) NON SA

Conoscere la realtà di cui si parla dovrebbe essere la prima regola per fare della buona informazione e per distribuire consigli utili a migliorare le cose che si sono analizzate.

Il "fondo" di Francesco Giavazzi sul "Corriere della Sera" di ieri (domenica 15 giugno) è costruito su elementi di così scarsa conoscenza della scuola che non bastano poche righe per controbattere le tesi che esprime.

Con un'ampia dichiarazione stampa il Segretario Generale CISL Scuola, Francesco Scrima, confuta interpretazioni personali e luoghi comuni.


PRECARI: QUELLO CHE GIAVAZZI NON SA

Conoscere la realtà di cui si parla dovrebbe essere la prima regola per fare della buona informazione e per distribuire consigli utili a migliorare le cose che si sono analizzate.

Il fondo di Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera di oggi (domenica 15 giugno) è costruito su elementi di così scarsa conoscenza della scuola che non bastano poche righe per controbattere le tesi che esprime.

Segnaliamo alcuni punti:

1. Il primo per immediata gravità e urgenza: la questione dei precari. Smettiamola di crederli dei fastidiosi clandestini in attesa di sanatoria; sono insegnanti che hanno avuto l’abilitazione a questo mestiere attraverso prove regolari, e in più hanno maturato significative esperienze. Fino ad ora molte scuole hanno potuto funzionare regolarmente solo grazie a loro. L’Amministrazione li ha utilizzati e sfruttati; chi vuole rottamarli non ha il minimo senso di responsabilità e di giustizia.
C’è del resto una norma della Finanziaria che ne decreta e regola l’accesso nei ruoli. Fra le “regole di convivenza” che la scuola dovrebbe insegnare e testimoniare non c’è anche quella che ci dice di rispettare le leggi e onorare i patti?

2. Il malessere della scuola ha cause un po’ più ampie e profonde di quanto l’editorialista sembra presumere.

3. Le code di precari che bussano per un lavoro stabile alle porte della scuola sono le stesse che i laureati fanno in Italia per qualsiasi altro posto adeguato ai titoli e alle aspirazioni che hanno.

4. Esistono già gli strumenti perché il sistema si difenda da quella quota di incapaci e furbastri che in ogni grande organizzazione possono esserci. Se tali strumenti non vengono attivati di chi è la colpa?

5. Il sistema dei Concorsi Pubblici per entrare di ruolo nella scuola, se ben governato, è un serio meccanismo di garanzia per la società e il “pubblico” prima che per i singoli concorrenti; selezionare su criteri di competenza è doveroso e possibile. Se non avviene sempre così di chi è la colpa?
Il sistema dei Concorsi pubblici è comunque previsto dalla Costituzione; che facciamo?

6. I concorsi sono indetti per gradi di scuola, dunque non si va in una scuola media o in un liceo senza specifica abilitazione.

7. I curricoli di scuola sono già in larga parte nelle potestà progettuale delle singole scuole autonome e degli insegnanti e non di un Ministro o di una Commissione ministeriale. Si tratta di sostenere la scuola in questo compito.

8. I dati Ocse-Pisa sono un po’ più complessi e articolati di quanto Giavazzi sembra conoscere. Analizziamoli sino in fondo.

9. Sono anni che i Sindacati chiedono un sistema di valutazione nazionale. Chi non lo costruisce?

10. La classifica delle scuole non serve ai genitori per scegliere la scuola migliore. Le famiglie (tranne quelle di categorie privilegiate e abbienti) possono mandare i figli solo nella scuola più vicina. La qualità va assicurata a tutti e non è il sistema della classifica che lo garantisce (neanche in America).

Questo solo per cominciare a precisare.

Al Ministro chiediamo di guardarsi da consiglieri improvvisati.
A Giavazzi chiediamo di approfondire la conoscenza del sistema scolastico.
Credendo nella sua onestà e buona fede, gli chiediamo di confrontarsi con noi in una riflessione più articolata.

Anche noi, quanto Lui, vogliamo una scuola efficace, efficiente, capace di rendicontazione sociale.

Francesco Scrima
Segretario Generale Cisl Scuola

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giovedì 12 giugno 2008

Oggi incontro col Ministro Gelmini.

Si è svolto questa mattina l’incontro tra il Ministro Gelmini e le Organizzazioni Sindacali. Tale incontro, già previsto per il 18 giugno, è stato anticipato ad oggi anche a seguito della nota di protesta inviata dai sindacati nei giorni scorsi sulla questione degli organici.

Il Ministro, con una introduzione che ha riproposto gli elementi essenziali della sua comunicazione presso la VII Commissione della Camera, ha ribadito l’intenzione di favorire le condizioni per un confronto sulle politiche scolastiche all’insegna della ricerca di soluzioni ampiamente condivise.

Assicurando l’intento di improntare a criteri di essenzialità e sobrietà la produzione di atti legislativi e amministrativi ha annunciato gli obiettivi prioritari della sua azione:
- il rilancio della qualità del sistema di istruzione che consenta un recupero di considerazione della nostra scuola anche nel contesto del confronto internazionale;
- il riconoscimento e la valorizzazione della professione docente;
- l’ottimizzazione delle risorse disponibili, come condizione per rivendicarne al sistema quelle necessarie, in una fase estremamente problematica dell’economia nazionale.

Il Segretario Generale della CISL SCUOLA Francesco Scrima - riconoscendo al Ministro, come anche le altre Organizzazioni Sindacali, attenzione e disponibilità - ha richiamato alcune emergenze che, da subito, costituiscono terreno di verifica rispetto alla coerenza tra dichiarazioni di intenzioni e conseguenti decisioni politiche.

A tal fine, Francesco Scrima ha indicato come prioritarie:

- la questione degli organici, la cui gestione non può essere delegata alla Ragioneria dello Stato, ma ricondotta ad una puntuale verifica delle reali esigenze presenti nel territorio;

- le assunzioni in ruolo non solo per rispondere alle legittime aspettative del personale precario, ma anche per assicurare al sistema scolastico condizioni di migliore efficacia a partire da una stabilizzazione del lavoro finalizzata anche a favorire la continuità didattica;

- il rinnovo contrattuale (docenti, dirigenti ed ATA), per avviare concretamente un percorso – che lo stesso Ministro dichiara ineludibile – che traguardi come significativa rivalutazione delle retribuzioni del personale scolastico.

Scrima, infine, ha richiamato la necessità di portare rapidamente a conclusione tutte le questioni attualmente oggetto di confronto e di negoziato tra Ministero e Organizzazioni Sindacali (graduatorie, utilizzazioni, personale inidoneo, applicazioni sequenze contrattuali).

La Segreteria Nazionale CISL SCUOLA.

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mercoledì 11 giugno 2008

La ricetta sbagliata del Ministro Gelmini.

Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola.

Le dichiarazioni odierne del Ministro Gelmini ai microfoni di Radio Monte Carlo, ed in particolare l'affermazione di una sbrigativa "soluzione" alla questione docente: "ridurre il numero degli insegnanti, ma pagarli decorosamente", ridimensiona pesantemente l'annunciato proposito nell'audizione parlamentare di ieri di adeguare ai livelli europei gli stipendi "da fame" degli insegnanti italiani, che pur aveva suscitato motivato consenso e promettenti aspettative.

Ma riteniamo improponibile che le risorse necessarie al miglioramento della condizione retributiva degli insegnanti debbano essere frutto di inaccettabili operazioni di "cannibalismo professionale" e di tagli selvaggi condotti all'insegna di criteri ragionieristici che mettono seriamente a rischio la qualità dell'offerta formativa e l'esercizio del diritto allo studio.

Rifiutiamo drasticamente la trasposizione alla scuola dello slogan di un noto programma televisivo "meno siamo, meglio stiamo".

E' una ricetta sbagliata: meno scuola e meno insegnanti significa meno istruzione e meno formazione.

Roma, 11 giugno 2008

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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martedì 10 giugno 2008

Dichiarazione di F. Scrima, Segretario Generale CISL Scuola, sul "programma" presentato oggi dal Ministro Gelmini in Parlamento.

E adesso si entri puntualmente nel merito delle questioni e si faccia un serio piano pluriennale di interventi e di investimenti per la scuola. E' questo il passo che chiediamo al Ministro Gelmini, dopo le sue dichiarazione rese alle competenti Commissioni parlamentari. Va riconosciuto a suo merito lo stile pacato, dialogante, responsabile con cui ha sviluppato la sua analisi e indicato le linee fondamentali del suo programma.

Evitare improprie contrapposizioni e strumentalizzazioni politiche e assumere una linea di continuità con quanto di buono dalla scuola e per la scuola è stato prodotto in questi anni, sono questi alcuni degli elementi di premessa su cui è possibile affrontare le sfide che tutti riconosciamo. Sfide alte in questi tempi di "emergenza educativa"; per cui è difficile sostenere che di fronte a una società diseducante siano "troppi" quelli che a scuola si occupano di istruzione ed educazione. Così come non è accettabile un giudizio che accusi la scuola di aver "smesso di essere un servizio ai cittadini e alla Nazione".

Valorizzare l'autonomia delle scuole, considerare la centralità della questione docente, adeguare ai livelli europei quelli che anche il Ministro riconosce essere attualmente gli "stipendi da fame" del personale scolastico sono, invece, punti su cui si concorda.

Nessun problema neanche ad affrontare la questione della valutazione e del merito su cui, come sindacato, abbiamo già segnato, con la sottoscrizione dell'ultimo Contratto, un punto di chiaro impegno.

Dunque, apertura al confronto, ma il Ministro si assicuri che anche i suoi colleghi di Governo (Economia) condividano quella passione per la scuola che Lei sembra esprimere e li renda consapevoli che la priorità che Lei pone esige scelte conseguenti in termini di investimento.

I primi due banchi di prova saranno la prossima Finanziaria ed il rinnovo del biennio contrattuale.

Roma, 10 giugno 2006

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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martedì 3 giugno 2008

"Proposta Aprea": anticipazione del programma di Governo o iniziativa parallela e in concorrenza? Dichiarazione di Francesco Scrima.

Nell'attesa di conoscere il programma governativo sulla scuola che il Ministro del MIUR si appresta ad illustrare alle Commissioni parlamentari competenti, apprendiamo che l'onorevole Valentina Aprea, Presidente della VII Commissione della Camera, ha presentato - e già calendarizzato - una proposta di legge concernente: "Governo delle Istituzioni scolastiche; Stato giuridico del personale docente e relative carriere; Nuove modalità di formazione iniziale e reclutamento dei docenti; Nuove forme di rappresentanza sindacale e soppressione delle RSU nelle scuole".

C'è materia più che sufficiente per un programma di legislatura.

Pur nel rispetto della sovranità del Parlamento e del potere di proposta dei parlamentari, consideriamo l'iniziativa intempestiva e inopportuna nel metodo, inaccettabile e da contrastare nel merito.

Ma ci chiediamo, intanto: si tratta di un'anticipazione del programma di Governo o di un'iniziativa parallela e in concorrenza?

Roma, 3 giugno 2008

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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martedì 20 maggio 2008

"RECUPERI", SI PUO' FARE - Articolo di Francesco Scrima

Riportiamo, di seguito, il testo integrale dell'articolo di Francesco Scrima (Segretario Generale della CISL Scuola) pubblicato sull'odierno numero di "Italia Oggi".
* * *
RECUPERI, SI PUO' FARE

di Francesco Scrima

Abbiamo sostenuto con convinzione il principio del recupero "accertato" dei debiti formativi come condizione di serietà degli studi e di completezza della funzione valutativa in merito agli apprendimenti.

Per questo il ricorso ad un maggior rigore non ci è parso una scelta restauratrice quanto piuttosto un richiamo alla qualità degli studi attraverso cui passa la possibilità di affermazione sociale e professionale.

Tanto più se tale responsabilità viene messa in carico alla scuola, recuperandone il valore costituzionale più profondo come scuola di tutti e per tutti.

Allo stesso tempo non abbiamo sottovalutato le inevitabili difficoltà che l'innovazione avrebbe comportato nell'organizzazione della didattica, al punto che abbiamo voluto intendere questo anno scolastico come "anno di prova" in cui poter sperimentare formule didattiche anche diverse ed innovative, sostenute dalle opportunità offerte dall'autonomia attraverso l'organizzazione flessibile degli orari e delle classi ed il potenziamento dell'offerta formativa con ore aggiuntive.

Il prossimo anno scolastico potrà offrire condizioni per una progettazione più organica ed equilibrata anche a seguito di una verifica, altrettanto seria, che il Ministero dell'Istruzione è tenuto a fare rispetto a quanto prodotto nelle scuole che, al di là dei limiti riscontrati, sulla base dei primi risultati si configura comunque come un momento importante di riflessione sulla capacità di autorganizzazione della scuola in presenza di innovazione.

Gli esiti della verifica potranno dire molte cose ed essere utili anche per eventuali interventi migliorativi dal punto di vista normativo.

Sperimentare significa, infatti, coglierne le risultanze ed avvalersene come strumento di miglioramento continuo della pratica didattica e della qualità dell'offerta di istruzione.

Probabilmente si tratterà di dare più spazio all'autonomia degli istituti, consentendo maggiore flessibilità nell'organizzazione delle attività (ci piace meno il riferimento a "corsi strutturati") e nella periodicità delle verifiche, senza perdere il requisito della certezza di una valutazione degli apprendimenti priva di alibi.

Non, quindi, un modello precostituito da applicare, ma modularità diverse da programmare in relazione ai bisogni formativi, alla fase del percorso di studi, all'organizzazione complessiva del piano dell'offerta formativa.

Se nell'attuazione delle attività di recupero si è evidenziata una complessità superiore rispetto a quanto si poteva in teoria prevedere, alle difficoltà riscontrate vanno date risposte in chiave di migliori condizioni per il conseguimento di una maggiore efficacia.

Né può essere il recupero delle carenze l'intervento di pronto soccorso a fine anno, ciò che avrebbe esiti assai modesti; la sua efficacia si può dispiegare piuttosto come misura di accompagnamento allo studio e di sostegno nel corso dell'anno in connessione con la programmazione d'istituto, circoscrivendo le vere carenze/debito su cui è necessario intervenire con azioni di rinforzo ad hoc, senza "scaricare" sul recupero ciò che rientra nell'ordinarietà dell'insegnamento.

L'azione di "recupero debiti", per quanto strutturata, non può avere effetti miracolistici; non è e non può essere risolutrice dei ritardi e dei limiti del sistema che richiedono, appunto, interventi di sistema attraverso politiche scolastiche volte a valorizzare il ruolo dell'istruzione e della formazione quale asse strategico per il rilancio della competitività del nostro Paese.

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sabato 19 aprile 2008

Vi spieghiamo perchè non siamo una casta.

Articolo di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL SCUOLA, su "Conquiste del Lavoro", quotidiano della CISL [clikka e leggi]

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venerdì 11 aprile 2008

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola: l'eliminazione del carico TARSU, un provvedimento atteso dalle scuole

Il recente provvedimento governativo, che ha reso operativo in questi giorni l'accordo intervenuto nella "Conferenza Stato-Città e autonomie locali", chiude finalmente un'annosa vertenza, liberando le scuole dal carico della TARSU e dimostra che finalmente ha prevalso la ragione e che, soprattutto, la lotta sindacale a sostegno delle giuste ragioni delle scuole paga.

Le scuole per tanto tempo sono state costrette a subire il depauperamento delle loro risorse, spesso con ricorso all'indebitamento e il più delle volte con contenziosi con gli Enti Locali.

Questa pesante tassa ha significato la continua messa in discussione della possibilità di gestire al meglio quelle poche risorse finanziare che vengono assegnate alle scuole, con grave ostacolo alla stesso esercizio della loro autonomia.....



Leggi tutto il testo della notizia e la documentazione allegata e citata, sul sito della
CISL SCUOLA Nazionale il cui link trovi anche sulla colonna destra della pagina.

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venerdì 4 aprile 2008

Convocazione al Ministero sulle assunzioni in ruolo.

Dopo l’odierna ferma presa di posizione del Segretario Generale della CISL Scuola, Francesco Scrima, il Ministro Fioroni ha sollecitamente convocato le Organizzazioni Sindacali per martedì prossimo, 8 aprile, “in merito alle nomine in ruolo del personale docente, educativo ed ATA per l’a.s. 2008/09”.

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Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola: ""Impegni assunti = debiti da onorare. Subito le assunzioni nella scuola""

Le ultime due leggi finanziarie contengono l'impegno di assumere, in tre anni, 150.000 docenti e 30.000 unità di personale ATA. L'attuazione del piano è un debito nei confronti della scuola che va onorato senza riserve.

Alle serie difficoltà prodotte dai pesanti "tagli" degli organici non può aggiungersi ora anche quella delle mancate assunzioni: i posti ci sono e vanno coperti con le nomine in ruolo.

E' un debito verso la scuola, ma anche verso migliaia di lavoratori precari che da tanti anni con il loro servizio ne hanno garantito il regolare funzionamento.

Non è più tollerabile che la scuola sia ostaggio del Ragioniere di turno: è ora di porre seriamente al primo posto il problema delle condizioni in cui essa opera, condizioni che stanno ormai superando il limite della tollerabilità.

Non ci sono margini di tempo, il Governo deve assumersi da subito le proprie responsabilità: chiediamo al Ministro della Pubblica Istruzione di convocare con urgenza le Organizzazioni Sindacali.

Roma, 4 aprile 2008

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

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martedì 1 aprile 2008

IL MERITO DEGLI INSEGNANTI E QUELLO DEGLI ALTRI

Secca la risposta di Francesco Scrima agli intellettuali del "Gruppo di Firenze" che propongono di "cancellare questa scuola perché farebbe acqua da tutte le parti".

Sono gli stessi accademici che, con una lettera aperta ai partiti e ai candidati, mercoledì scorso, in un liceo della Capitale, hanno chiesto che "la vita della scuola va ispirata ai criteri di merito e di responsabilità prendendo le distanze da decenni di falso egualitarismo e di buonismo".

Affermazioni forti, contro l'attuale sistema scolastico, il personale e una categoria che vive la scuola in prima linea.

Un attacco che la Cisl non ha gradito."Dovrebbero essere più cauti questi professori e intellettuali - ha detto Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola - perché, in caso contrario, dovrebbero prima spiegarci come hanno raggiunto il loro stato professionale".

Sui principi di merito, carriera e valutazione si può e si deve discutere ma non è corretto né giudicare, in modo generico, gli oltre 700 mila insegnanti della scuola italiana, né applicare la meritocrazia soltanto alla scuola e non anche all'università e alla politica.

E' un dato di fatto che, sulle pagine dei giornali, gli insegnanti della scuola sono trattati come cirenei, come eroi e fannulloni.

Ma, al di là delle false e vere rappresentazioni, il problema è un altro. E cioè che "la categoria degli insegnanti è profondamente insoddisfatta - ha sottolineato Scrima - vive una grave crisi di identità professionale e non può essere liquidata come incapace da un gruppetto di universitari che è fuori dalla scuola da trent'anni".

Senza dimenticare che il rinnovo contrattuale è arrivato con due anni di ritardo e che, nell'ultima Finanziaria, sono stati stanziati appena 8 euro lordi a lavoratore.

Ma la Cisl è pronta a parlare di merito, carriera e valutazione dei docenti. Lo ha già fatto con il contratto. L'articolo 22 pone le condizioni per affrontare questi temi ma non si sono fatti passi avanti perché non c'erano le risorse aggiuntive necessarie e, comunque, anche se il ministero stanziasse le risorse, l'Invalsi, l'ente preposto a stilare le griglie di valutazione, non è stato finora in grado di farlo.

Secondo la Cisl Scuola, l'approccio è sbagliato perché "le riforme devono essere condivise, servono a cambiare quel che non funziona e vanno fatte fare a chi lavora in prima linea nella scuola, non da quattro saggi chiusi nelle stanze".

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domenica 30 marzo 2008

Scuola. Scrima (CISL): Intellettuali non possono parlare di merito. Sono fuori dal sistema da 30 anni: spieghino piuttosto il loro status

"Ieri dal liceo Visconti di Roma - ha detto Francesco Scrima, Segretario della Cisl Scuola - è stato in pratica detto che questo modello di scuola è da cancellare: ma come possono perorare la causa del merito dei docenti universitari e degli editorialisti che percepiscono 800 euro ad articolo se prima non ci spiegano come hanno raggiunto il loro stato professionale?".

Al sindacalista non è piaciuta la genericità con cui ieri gli intellettuali hanno giudicato gli oltre 850 mila insegnanti della scuola italiana:

"Sono stati trattati come sui giornali: una volta cirenei, un'altra eroi e un'altra ancora fannulloni. Il problema - ha sottolineato Scrima - è che questa categoria di lavoratori è profondamente insoddisfatta e sta vivendo una grave crisi di identità professionale. E non può essere liquidata come incapace da un gruppetto di universitari che sono fuori la scuola da trent'anni".


Leggi tutto l'articolo su "Virgilio notizie" a questo [link]

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venerdì 28 marzo 2008

La scuola italiana non è un supermarcket. Su "Conquiste del Lavoro", quotidiano della CISL.

Leggi l'articolo di Francesco Scrima, Segretario Generale Cisl Scuola, su "Conquiste del Lavoro" quotidiano della Cisl, a questo [link].

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