martedì 21 febbraio 2012
Campagna elettorale: passi la polemica, non l'insulto
Quello firmato dalla CISL Scuola e da altri sindacati, che ha reso possibile l’assunzione di migliaia di precari, sarebbe secondo il segretario della Flc CGIL un accordo “truffaldino”. Così lo ha definito nel corso di un’assemblea di delegati diffusa in diretta web.
Delle due l’una: o non conosce il significato delle parole che usa, il che sarebbe grave per chi ambisce a rappresentare i lavoratori della conoscenza, oppure lo sa. In tal caso, si assume la responsabilità di esasperare in modo insopportabile i toni della campagna elettorale per il rinnovo delle RSU, sconfinando dalla polemica agli insulti.
Non intendiamo ripagarlo con la stessa moneta, per il rispetto dovuto a un’organizzazione che ha fatto insieme a noi la storia del sindacalismo italiano e che vorremmo più attenta e impegnata nel richiamare i suoi dirigenti a maggior correttezza anche nelle fasi di più aspra dialettica.
Noi preferiamo restare al merito delle questioni; a proposito dell’accordo “truffaldino” varrebbe la pena chiedere a chi è stato assunto a tempo indeterminato se si considera vittima di un raggiro, o se ritiene che il “prezzo” pagato (la rinuncia ad uno scatto che nella maggior parte dei casi si riassorbe in pochissimo tempo grazie alla valutazione del servizio pre-ruolo) sia eccessivo rispetto alla raggiunta stabilità del proprio lavoro. Siamo certi, in ogni caso, che i lavoratori sappiano giudicare il nostro operato per quanto produce, valutando i nostri comportamenti e non la stupida caricatura che ne viene talvolta proposta.
La CISL Scuola ha svolto col precedente governo, come ha sempre fatto e continuerà a fare con qualunque altro, un ruolo forte, determinato e diretto di interlocuzione. Ha sempre scelto di rappresentare così i lavoratori e i loro interessi, assumendone i problemi e cercandone le possibili soluzioni. Proprio la particolare durezza del contesto ci ha spinti ad essere quanto mai ostinati nel rivendicare sedi di confronto in cui far valere la nostra capacità di azione e di proposta. Abbiamo così contrastato rischi alti e crescenti di emarginazione, a cui non saremmo sfuggiti imboccando il vicolo cieco di un antagonismo pregiudiziale, tanto appariscente quanto improduttivo.
Tutti possono valutare, nella loro consistenza e nella loro efficacia, i risultati della nostra azione, quasi sempre condotta insieme alla maggioranza delle altre sigle sindacali: ce ne assumiamo la responsabilità e ne rivendichiamo il merito, pronti a riconoscere quello di chi riuscisse a fare di più e meglio.
In realtà, sugli scatti di anzianità e le assunzioni la stessa CGIL non ha oggi altra via che rivendicare l’attuazione di intese prodotte dall’iniziativa di tutti gli altri sindacati. Cosa abbiano fruttato le sue ripetute azioni di sciopero, sulle cui percentuali di adesione vogliamo sorvolare, attendiamo ancora di saperlo.
Quanto agli accordi che, a detta della CGIL, avrebbero bloccato i contratti e consentito di mettere in campo modelli gerarchici e autoritari di governo del lavoro pubblico, è vero esattamente il contrario. Il pur modesto rinnovo del biennio contrattuale 2008/09 (mentre in altri Paesi le retribuzioni dei dipendenti pubblici venivano addirittura decurtate) nasce proprio dall’intesa del 30 ottobre 2008, che sulle regole della rappresentanza sindacale ripropone, peraltro, gli stessi contenuti di quanto deliberato (esecutivi unitari del 12 maggio 2008) anche dalla CGIL.
Ed è ancora a una nostra intesa, quella del 4 febbraio 2011, che si deve la non applicazione delle contestatissime fasce di merito, così come il rinvio ad una sede negoziale (l’ARAN) del confronto sulle questioni più controverse della cosiddetta riforma Brunetta. Tra queste, anche quelle legate alle prerogative della contrattazione d’istituto, su cui nel frattempo la CISL Scuola non ha mancato di proporre e sostenere, laddove necessario, il contenzioso legale.
Con questi risultati, frutto della sua capacità di agire in modo concreto, positivo e propositivo, la CISL Scuola si presenta al voto e su questi intende misurarsi, in modo serio e pacato, nella campagna elettorale, che non dovrebbe mai scadere in una rissa povera di rispetto e buon gusto. I lavoratori della scuola non lo meritano: per questo ci siamo sempre rivolti a loro, e alle organizzazioni con cui ci confrontiamo, fieri della nostra identità ma senza alcuna arroganza, come ci detta la tensione unitaria che da sempre orienta la nostra azione sindacale. Chiediamo che tutti facciano altrettanto.
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20:07:00
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Concorsi "24 mesi a.t.a.", a.s. 2011/12: chiarimenti ministeriali
Aspiranti già inseriti nella graduatoria permanente di una provincia, infatti, hanno richiesto - per potersi trasferire - il depennamento e successivamente presentato domanda di inserimento nelle graduatorie di istituto di 3ª fascia di altra provincia.
Nella nota 1256 si precisa che detti supplenti, pur in mancanza di pubblicazione definitiva delle suddette graduatorie di 3ª fascia, possono comunque presentare domanda di inserimento nelle “graduatorie 24 mesi” della nuova provincia.
La nota 1256, infine, chiarisce che gli stessi aspiranti mantengono la possibilità di accettare supplenze nella provincia "di origine" fino alla data di approvazione della graduatoria definitiva di 3ª fascia della nuova provincia (e non fino alla data di conferma di iscrizione nella graduatoria, come erroneamente indicato nella nota 9319/11).
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19:58:00
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lunedì 20 febbraio 2012
Tempo parziale. Presentazione delle domande: scadenza 15 marzo. (Part-time)
Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna
Ufficio VIII – Ambito Territoriale di Oristano
Prot. AOOUSPOR 891 Oristano,20/2/2012
AI Dirigenti Scolastici delle scuole
ed Istituti di ogni ordine e grado di
ORISTANO e Provincia
Oggetto: Trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale e viceversa del personale della scuola . Anno scolastico 2012/2013.
Termini e modalità di presentazione delle domande .
La trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale (parttime)del personale della scuola a tempo indeterminato è disciplinata da : L.662/96 (art. 1 - c.59) con le modifiche di cui all’art. 73 della L.133/08; O.M. 446/97 successivamente integrata e modificata dal O.M. 55/98 nonché dal C.C.N.L. del comparto scuola sottoscritto il 29-11-07 per il quadriennio giuridico 2006-09 (art. 39 per il personale docente – art. 58 per il personale ATA) e il D.L.gs 25-02-00, n°61 (art.9).
Il termine per la presentazione delle nuove domande scade il 15 marzo 2012 ( vale la data di assunzione a protocollo della scuola ).
Il personale già titolare di contratto part-time da almeno un biennio, se intende chiedere il rientro a tempo pieno dal 1° settembre 2012, deve produrre specifica domanda entro il 15 marzo 2012. La mancata richiesta del rientro è considerata una conferma del rapporto di lavoro a tempo parziale.
Il personale che intende modificare l’articolazione della prestazione del servizio, cioè il numero delle ore settimanali o il tipo, orizzontale/verticale,deve presentare formale richiesta, tramite il dirigente scolastico entro il 31 maggio 2012.
Il termine ultimo per la presentazione della richiesta di revoca delle nuove domande part-time è fissato rispettivamente:
- per il personale docente al 31 maggio 2012
- per il personale ATA al 30 giugno 2012
Successivamente a tali date non saranno accolte richieste, benché motivate (vale la data di assunzione a
protocollo della scuola).
Le segreterie scolastiche dovranno provvedere tempestivamente, e comunque non oltre le date su
indicate (docenti 31 maggio 2011 e personale ATA 30 giugno 2001), all’inserimento dei dati al sistema
informatico SIDI e a trasmettere le richieste in questione all’ufficio scrivente per il seguito di competenza.
Si allegano i modelli da utilizzare per le richieste di nuovo part-time e per quelle di rientro a tempo
pieno.
Si prega di notificare il contenuto della presente a tutto il personale dipendente e di affiggerne una copia
all’Albo dell’Istituto.
F.to per IL DIRIGENTE REGGENTE
Il Vicario Salvatore Mereu
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13:39:00
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domenica 19 febbraio 2012
sabato 18 febbraio 2012
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11:00:00
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venerdì 17 febbraio 2012
Elezioni RSU. La sfida di CISL FP e Scuola: Recupero del potere d’acquisto dei salari, nuovi contratti, nuova politica degli organici.
Priorità da rendere possibili attraverso la riorganizzazione degli enti, la spending review e la lotta all’evasione fiscale.
(Leggi l'articolo su Conquiste del lavoro)
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19:41:00
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Personale ATA. Concorsi per titoli "24 mesi" (profili area A e B), a.s. 2011/12
In particolare:
•il "modello B1" - domanda di inserimento per l'a.s. 2011/12
•il "modello B2" - domanda di aggiornamento per l'a.s. 2011/12
•l'"allegato F" - modello per la rinuncia all'attribuzione di rapporti di lavoro a tempo determinato per l'a.s. 2012/13
•l'"allegato H" - domanda per l'attribuzione della priorità nella scelta della sede per l'a.s. 2012/13
Per quanto riguarda il "modello G" (indicazione delle istituzioni scolastiche in cui si richiede l'inclusione in graduatorie d'istituto di 1ª fascia per l'a.s. 2012/13) esso dovrà essere presentato via web tramite le "istanze on line".
La suddetta nota 959 - al fine di favorire la procedura informatizzata - raccomanda ai competenti uffici di invitare tutti gli aspiranti interessati alle graduatorie d’istituto a procedere alla registrazione alle istanze on line (ove non fossero già registrati), sottolineando che tutti gli aspiranti in questione dovranno necessariamente utilizzare la procedura on line in quanto non sarà più possibile confermare in automatico le sedi espresse nel precedente anno scolastico.
(Vedi gli allegati a questo link)
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17:51:00
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Dal CNEL l’VIII Rapporto sugli indici di integrazione sociale degli stranieri nel nostro Paese
Il Rapporto ("condensato" dagli autori anche in una specifica sintesi) ha inteso misurare il grado di attrattività che province, regioni e grandi aree nazionali esercitano sulla popolazione straniera, nonché il livello complessivo di inserimento sociale e occupazionale degli immigrati.
Attrattività territoriale
Tra le Regioni il grado maggiore di attrattività viene esercitato dalla Lombardia che con un indice di 86.2 su scala da 1 a 100 supera di gran lunga i contesti che seguono: Veneto 79.5; Emilia Romagna 79.0; Lazio 73.9.
L’equivalente della Lombardia, tra le province, è Prato con attrattività pari a 84.4 su scala centesimale, seguita da Brescia (71.2) e Milano (70.9).
Gli indicatori che hanno concorso a costruire questo valore sono:
•l’incidenza in percentuale sulla popolazione residente complessiva;
•il numero medio di stranieri residenti per Kmq;
•la ricettività migratoria;
•la percentuale di minori tra la popolazione straniera residente riferita ai minori;
•la percentuale di famiglie residenti con almeno un componente straniero.
Indice di inserimento sociale
Le migliori condizioni complessive di inserimento sociale degli immigrati si registrano significativamente in quattro regioni medio-piccole: Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche e Trentino Alto-Adige a conferma che le condizioni migliori si realizzano in contesti socio-urbanistici e amministrativi di ridotta estensione.
Anche per questo indice sono stati utilizzati cinque rilevatori:
•l’accessibilità al mercato immobiliare;
•l’istruzione liceale (ovvero un tipo di scuola che non è direttamente orientata all’inserimento nel mondo del lavoro e che in linea di principio presuppone la continuazione degli studi, rivelando un inserimento sociale consolidato e avanzato);
•la percentuale di permessi di soggiorno per motivi di famiglia e di lavoro;
•il numero medio di naturalizzati ovvero l’acquisizione di cittadinanza per residenza legale e continuativa di almeno 10 anni;
•la percentuale di famiglie il cui capofamiglia è straniero.
Indice di inserimento occupazionale
La Toscana (69.7), l’Emilia Romagna (69.6) e il Friuli Venezia Giulia (69.5) sono le regioni che hanno sensibilmente distaccato in questo contesto i tradizionali poli lavorativi di Lombardia (64.5), Veneto (63.8), Lazio (63.2) e Piemonte (62.7).
Questo indice è pari al 79.4 nella provincia di Reggio Emilia, al 78.5 nella provincia di Prato e al 74.0 nella provincia di Trieste.
Gli indicatori utilizzati sono stati:
•l’impiego della manodopera immigrata;
•la capacità di assorbimento del mercato lavorativo;
•il reddito;
•la tenuta occupazionale femminile;
•il lavoro in proprio.
L’indice sintetico finale attribuisce al Friuli Venezia Giulia il valore più alto, seguito da Toscana ed Umbria.
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15:07:00
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giovedì 16 febbraio 2012
Mobilità, a.s. 2012/13 - Domande via web anche per i docenti di scuola dell’infanzia
Nella nota 1132 l'amministrazione invita i diretti interessati ad anticipare la procedura di registrazione per ottenere le credenziali complete in tempo utile per la presentazione delle domande, sottolineando al contempo che gli utenti già registrati non devono ripetere la procedura se non sono trascorsi più di 15 mesi dall’ultimo accesso nell’area Istanze On Line.
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19:48:00
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mercoledì 15 febbraio 2012
Cisl FP e Scuola: rinnovare i contratti, detassare il salario accessorio
COMUNICATO STAMPA
Pubblico impiego e scuola, la campagna per le Rsu al rush finale
Faverin (Cisl Fp) e Scrima (Cisl Scuola): “Con riorganizzazioni e spending review mettiamo fine all’inaccettabile blocco dei contratti pubblici”
Le due federazioni Cisl puntano il dito su sprechi, diseconomie, evasione fiscale per recuperare risorse: “Detassare il salario accessorio anche nel pubblico”
Recupero del potere d’acquisto dei salari, nuovi contratti, rilancio delle professioni e nuova politica degli organici. Sono queste le priorità con cui Cisl Fp e Cisl Scuola si presentano al voto per il rinnovo delle Rsu del pubblico impiego e della scuola. Priorità da rendere possibili attraverso la riorganizzazione degli enti, la spending review e la lotta all’evasione fiscale.
Giovanni Faverin e Francesco Scrima, leader delle due categorie della Cisl riunite oggi per il lancio della campagna elettorale, vanno dritti al punto: “Il potere d’acquisto dei salari nei settori pubblici è gravemente danneggiato dal blocco dei contratti. I dati Istat sulle retribuzioni mostrano uno scollamento drammatico tra salario e inflazione. Scollamento che anche in passato si è registrato solo quando la contrattazione era ferma”.
“Le condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici e del personale scolastico hanno bisogno di interventi rapidi” attaccano Faverin e Scrima “e lo strumento in grado di garantire condivisione ed efficacia è la contrattazione collettiva, da rilanciare sia a livello nazionale sia a livello decentrato”.
“Fin qui i lavoratori pubblici hanno contribuito responsabilmente al risanamento, ma vogliono una riqualificazione vera della spesa pubblica. E vogliono che il loro contributo alla creazione di risparmio sia riconosciuto e premiato”.
“I risultati concreti sono da sempre il nostro obiettivo. E negli ultimi durissimi anni non ci siamo tirati indietro: abbiamo rinnovato i contratti 2008/2009; abbiamo recuperato i tagli ai fondi di produttività e leggi speciali disposti dal famigerato decreto 112/2008; abbiamo impedito il taglio degli stipendi pubblici (come è avvenuto in tutta Europa) dirottando le cesoie del risanamento su consulenze, alti dirigenti e costi della politica; abbiamo impedito l’applicazione delle fasce di Brunetta al salario accessorio (25-50-25), il differimento delle tredicesime, l’esclusione ai fini pensionistici del servizio militare e del riscatto della laurea, il taglio dei buoni pasto, fatto partire la previdenza integrativa per il pubblico impiego e ottenuto la norma sui piani di razionalizzazione. Se a questo aggiungiamo il piano di assunzioni e di contrasto alla precarietà ottenuto per la scuola (67.000 immessi in ruolo lo scorso settembre) e l’intesa sul recupero degli scatti di anzianità, si completa il quadro di un’azione sindacale efficace anche in tempi che sarebbero proibitivi senza una forte capacità di presenza, di proposta e di negoziato”.Roma, 15 febbraio 2012
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19:50:00
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RSU, aumenta il numero delle liste Cisl Scuola
IMPEGNATI IN PRIMA PERSONA
L’appello ad impegnarsi in prima persona per dare voce e rappresentanza ai lavoratori della scuola e forte visibilità alla nostra sigla ha avuto una prima importante risposta.
La presenza di liste della Cisl Scuola è amplissima in ogni area del Paese. Un buon segno, che testimonia il radicamento della nostra organizzazione sul territorio ma soprattutto la disponibilità di tanti lavoratori a farsi diretti protagonisti della nostra azione sindacale. A tutti loro un grazie sentito e sincero.
I volti che illustrano la nostra campagna elettorale rendono l’idea del nostro modo di essere e fare sindacato, l’attitudine a pensare in positivo per essere propositivi e costruttori di risultati nel rapporto con le sedi più alte di decisione politica e nella diffusa rete di consulenza e di servizio costituita dalle nostre strutture territoriali.
La virtù fondamentale di un sindacato dev'essere la concretezza. Concreti sono i motivi che portano la gente a rivolgersi a noi e concrete sono le risposte che si attendono da noi. Anche termini astratti come dignità ed equità si riferiscono per noi a concrete condizioni di lavoro e di vita: giusto compenso, orari, ritmi, stress.
Concretezza è prendere i problemi per quello che sono, non farli né più grandi né più piccoli, trovare le soluzioni possibili evitando ogni demagogia che alimenti false illusioni. E' questa la nostra carta d'identità e il nostro messaggio.
Costruiamo risultati: ne abbiamo ottenuto di importanti, e ne siamo orgogliosi, anche in anni difficili come questi. Il nostro impegno oggi è consolidarne alcuni (piano di assunzioni, recupero degli scatti) e di conquistarne di nuovi , a partire dalle garanzie che chiediamo sulla stabilità degli organici.
Dare di più alla scuola, valorizzare come merita il lavoro del personale docente e ATA, assicurare il giusto spazio al ruolo negoziale del sindacato, saldando la tutela del lavoro con la crescita di qualità del servizio: sono obiettivi, questi, su cui agiremo con la massima determinazione.
Ci aiuterà ad essere più incisivi un voto che confermi e rafforzi la nostra presenza. Siamo da sempre il sindacato col più alto numero di iscritti fra il personale della scuola, a tutti chiediamo di dare il proprio personale apporto alla costruzione di un buon risultato elettorale: sentiamoci dunque tutti impegnati, da oggi al 7 marzo, a votare e far votare le liste e i candidati della CISL Scuola.
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19:44:00
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Reclutamento: ma il Governo ha una linea?
Silenzio assoluto, dopo tanti annunci, sull’eventualità di nuovi concorsi e sulle modalità con cui organizzarli. Viene da chiedersi: ma sul reclutamento il Governo e il Ministro hanno una linea? E se sì, quale?
Crediamo sia giunto il momento di fare un minimo di chiarezza, perché le attese di chi vorrebbe lavorare nella scuola sono tante, mentre le opportunità di impiego non lo sono. Lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro è drammatico, l’esigenza di dare spazio ai giovani è reale, i diritti dei precari sono sacrosanti. E’ dunque una situazione complessa, delicata e molto seria, da governare con molta attenzione.
Il ministro apra subito su questa materia un tavolo di confronto; sono mesi che attendiamo di poterne ragionare avendo come riferimento proposte concrete e definite con sufficiente chiarezza. Serve un sistema di regole trasparenti e certe, altrimenti sui problemi irrisolti del reclutamento continueranno a prosperare solo i ricorsifici.
Francesco Scrima, segretario generale CISL Scuola
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09:37:00
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martedì 14 febbraio 2012
ESTERO NEWS 4/12 - Supervalutazione del servizio prestato all’estero e progressione di carriera
Leggi la notizia e la documentazione citata sul Sito della CISL SCUOLA Nazionale a questo link.
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18:55:00
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Pensioni. Quando le convenienze politiche prevalgono sulle ragioni dei lavoratori
Consentire di andare in pensione coi vecchi requisiti a chi li maturi entro il 31 agosto, e non il 31 dicembre, avrebbe permesso di rimuovere una vera e propria iniquità.
Chi ha impedito che passasse l’emendamento rivolto a questo fine si assume una grave responsabilità, sacrificando le ragioni di migliaia di lavoratori in nome delle proprie convenienze politiche.
La Cisl Scuola incalzerà il governo e le forze politiche perché la questione sia comunque ripresa in considerazione, cercando e trovando una soluzione nel più breve tempo possibile.
Roma, 14 febbraio 2012
Francesco Scrima, Segretario Generale CISL SCUOLA
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17:47:00
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Dirigenti Scolastici: concorso ordinario. Dichiarazione possesso titoli
Dopo detta data gli Uffici Scolastici Regionali potranno accedere ai dati inseriti dai candidati nella dichiarazione, operare le valutazioni di propria competenza e registrare i riscontri effettuati con la produzione della relativa reportistica riepilogativa.
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17:42:00
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lunedì 13 febbraio 2012
Caro Ministro, così non va, le priorità sono altre.
Se è vero, come viene dichiarato, che il ministro Profumo è pronto a dare la sua disponibilità a sperimentare le assunzioni dirette dei docenti da parte delle scuole, come vorrebbe la regione Lombardia, c’è da rimanere a dir poco sconcertati.
Sono mesi che sul reclutamento si attende una precisa assunzione di iniziativa da parte del MIUR, di cui ci sarebbe più che mai urgenza per dare senso e prospettiva ai nuovi percorsi di formazione. Mesi conditi di reiterati annunci su un imminente varo di nuove regole e modalità concorsuali, senza che sia mai stata data la possibilità di confrontarsi davvero su proposte puntuali e chiare.
Oggi apprendiamo che il ministro, mentre non riesce a mettere nero su bianco un suo progetto, si appresterebbe ad appoggiare quello, assai discutibile, di una non meglio precisata “chiamata diretta”, in nome di un malinteso federalismo che invadendo le competenze dello stato sul reclutamento mina alla radice l’unitarietà del sistema nazionale di istruzione. E’ un modo di procedere che riteniamo inaccettabile sul piano del merito e del metodo e rispetto al quale siamo pronti ad assumere ogni necessaria iniziativa, chiamando ad un ampio coinvolgimento anche le altre organizzazioni sindacali.
Chiediamo nel frattempo al ministro Profumo di dedicarsi col dovuto impegno ad altre priorità su cui lo vediamo finora latitante: si adoperi per chiudere presto e bene il confronto in atto col MEF per il recupero degli scatti di anzianità, faccia sentire il suo peso in appoggio all’emendamento sulle pensioni del personale scolastico, oggetto di una inaccettabile e discriminante penalizzazione.
Gli abbiamo espresso, all’atto della nomina, ampia disponibilità ad un confronto responsabile e costruttivo: non siamo più disponibili ad un rapporto fatto di vuoti annunci, cui non seguono fatti, mentre si avallano in modo discutibile discutibilissimi progetti.
Roma, 13 febbraio 2012.
Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola
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18:55:00
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domenica 12 febbraio 2012
Pensioni. Bonanni: "Il Parlamento modifichi una riforma iniqua e sbagliata"
Per i sindacati confederali la partita resta dunque ancora aperta. "Rassegnati è una parola che non fa parte del nostro vocabolario - ha detto Susanna Camusso durante il presidio - in particolare, in questa stagione questa riforma è sbagliata". Secondo Luigi Angeletti "quella delle pensioni è una riforma che neanche nel nostro peggiore incubo avremmo potuto immaginare. Non vorremmo che l'unica riforma fosse quella di aumentare il numero di chi perde il posto di lavoro rendendo più facili i licenziamenti". E Giovanni Centrella dell'Ugl: "La dignità dei lavoratori va rispettata e questa riforma non la rispetta".
"Il testo del decreto approvato alla Camera - si legge nella nota congiunta diffusa ieri da Cgil, Cisl e Uil - non risolve i problemi che, tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno perso il lavoro (o perchè coinvolti da crisi aziendali o per altre fattispecie), si trovano ad affrontare a seguito dell'innalzamento repentino dei requisiti di accesso al pensionamento. Questi lavoratori e lavoratrici non possono essere costretti ad affrontare periodi senza lavoro, senza più ammortizzatori sociali e senza pensione. Per questo vanno garantite le risorse necessarie alla copertura di questa irrinunciabile esigenza. Inoltre vanno esclusi dalle penalizzazioni in caso di pensione anticipata ad età inferiori ai 62 anni anche i periodi di maternità facoltativa, di congedi per assistenza ai disabili, di cassa integrazione straordinaria, di mobilità e quelli relativi al riscatto della laurea e al riscatto della contribuzione omessa. Cgil, Cisl e Uil chiedono anche di eliminare l'aggancio all'aumento dell'aspettativa di vita del requisito contributivo ai fini dell'accesso al pensionamento anticipato. Per quanto concerne il problema delle pensioni del comparto scuola e AFAM, dove vige una specifica normativa, deve essere prevista l'opportunità di far slittare al 31 agosto del 2012 il termine per acquisire i requisiti per l'accesso alle pensioni con le norme previgenti la nuova normativa. Cgil, Cisl e Uil, infine, continueranno a porre al Governo e al Parlamento la necessità di restituire un carattere di gradualità nell'accesso al pensionamento senza il quale l'impatto sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone, nonché sull'occupazione dei giovani, risulta particolarmente pesante".
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14:40:00
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sabato 11 febbraio 2012
Pensioni. Passo avanti della norma che proroga al 31 agosto la maturazione dei requisiti per poter andare in pensione.
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11:56:00
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Dentro il decreto "semplifica Italia": perplessità confermate
Nel rispetto del programma di interventi urgenti imposti dall’”attuale eccezionale situazione di crisi internazionale” annunciato al Parlamento dal Presidente del Consiglio Mario Monti Mario al momento dell’ insediamento del nuovo Governo, il Decreto “Semplificazioni” segue i due precedenti Decreti cosiddetti “Salva Italia” (D.-L. 201/2011, convertito dalla Legge 214/2011) e “Cresci Italia”/ Liberalizzazioni ( D.-L. 1/2012, ancora in via di conversione).
Le disposizioni che riguardano direttamente la scuola sono contenute nel Titolo II (Disposizioni in materia di sviluppo), Sezione III (Disposizioni per l’istruzione), articoli da 50 a 53, dei quali vi forniamo una sintetica descrizione che conferma la fondatezza delle valutazioni politico-sindacali fin qui espresse dalla Segreteria Nazionale, in cui si stigmatizza l’eccessiva vaghezza dei contenuti e l’assenza di qualsiasi riferimento a parametri su cui dare sostanza ai ripetuti annunci di una stabilizzazione nella consistenza e nel tempo delle attuali dotazioni organiche.
Prima di entrare nel merito dei singoli articoli, riteniamo opportuno un richiamo all’art. 45 (Semplificazioni in materia di dati personali) che interviene nella “giungla” di oneri burocratici posti in capo anche alla scuola, in particolare cancellandoo l’obbligo di predisporre e aggiornare il documento programmatico sulla sicurezza (DPS), pur confermando, tuttavia, le norme di sicurezza previste dal Dlgs 196/03. Pertanto tutti i soggetti pubblici e privati, ivi comprese le istituzioni scolastiche, non sono più tenute ad adottarlo.
Ma veniamo agli articoli specificamente dedicati all’istruzione.
Art. 50 (Attuazione dell’autonomia ).
Prevede l’emanazione da parte del Ministro dell’Istruzione, d’intesa col ministro dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome, di Linee Guida per il conseguimento delle seguenti finalità:
potenziamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche “anche” attraverso l’eventuale ridefinizione, in via sperimentale, di nuove modalità di trasferimento alle istituzioni stesse delle risorse, “nel rispetto della vigente normativa contabile”;
definizione di un organico dell’autonomia, funzionale all’ordinaria attività didattica, educativa, amministrativa tecnica e ausiliaria, nonché alle esigenze di:
- sviluppo delle eccellenze;
- recupero, integrazione e sostegno dei diversamente abili;
- programmazione dei fabbisogni di personale.
Costituzione di reti territoriali tra istituzioni scolastiche per la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie;
Definizione di un organico di rete per le finalità di cui alla lett. c) nonché per:
- l’integrazione degli alunni diversamente abili;
- la prevenzione dell’abbandono;
- il contrasto dell’insuccesso scolastico e formativo.
La costituzione dell’organico dell’autonomia e di quello di rete deve avvenire nei limiti dell’art. 64 (prima “manovra Tremonti”) e sulla base dei fabbisogni (di singola scuola, di rete e provinciali) con carattere di stabilità “per almeno un triennio”, anche per i posti di sostegno “…fatte salve le esigenze che ne determinano la rimodulazione annuale”
Rispetto alla determinazione degli organici, il comma 2 richiama ossessivamente l’art. 64 del DL 112/08, nonché il vincolo contenuto nel comma 7 dell’art. 19 della legge 111/2011 (seconda manovra Tremonti) in base al quale a partire dall’anno scolastico 2012/2013 la consistenza delle dotazioni organiche del personale docente, educativo e ATA non deve superare quella dell’anno scolastico 2011/ 2012 (ultimo anno del piano triennale di riduzione degli organici)
Art. 51 (Potenziamento del sistema nazionale di valutazione).
In attesa dell’avvio di un sistema organico e integrato di valutazione delle scuole , secondo la riorganizzazione cosiddetta “a tre gambe”del sistema nazionale di valutazione (ex ANSAS, ora INDIRE; INVALSI; Corpo Ispettivo), all’INVALSI viene temporaneamente affidato anche il compito del coordinamento funzionale del Sistema Nazionale stesso. A tal fine l’Istituto, in via sperimentale, si avvale dell’Agenzia per la diffusione di tecnologie per l’innovazione (istituita con la Legge finanziaria del 2006 allo scopo di “…accrescere la capacità competitiva delle piccole e medie imprese e dei distretti industriali attraverso la diffusione di nuove tecnologie e delle relative applicazioni industriali”). La partecipazione alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti affidate all’ INVALSI viene definita “attività ordinaria d’istituto”, con l’evidente intento di risolvere per via legislativa la controversa questione degli obblighi che la somministrazione delle prove comporta per il personale scolastico.
Art. 52 (Misure di semplificazione e promozione dell’istruzione tecnico-professionale e degli istituti tecnici superiori - ITS).
Vengono previste apposite linee guida, la cui definizione è affidata al Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro del Lavoro e con quello dell’Economia e d’intesa con la Conferenza delle Regioni, finalizzate a:
- coordinare, a livello territoriale, l’offerta formativa dei percorsi degli istituti tecnici, degli istituti professionali e di quelli triennali di competenza regionale;
- favorire la costituzione dei poli tecnico-professionali(L. 40/07);
- promuovere percorsi in apprendistato
Analogamente si prevede di coordinare, a livello nazionale, l’offerta dei percorsi ITS, ponendo il limite di non più di un ITS in ogni regione per la medesima area tecnologica. Si prevede, altresì, la semplificazione degli organi di governo delle fondazioni, il tutto senza aggravio di spesa.
E’ senz’altro apprezzabile l’intento di definire linee guida di coordinamento che assicurino omogeneità dell’offerta formativa a livello territoriale e nazionale. Sarebbe auspicabile configurare le stesse in un’ottica di filiera che si snodi dall’istruzione secondaria a quella superiore post-secondaria. Appare però difficile realizzare il tutto senza investire nuove risorse.
Art. 53 (Modernizzazione del patrimonio immobiliare scolastico e riduzione dei consumi e miglioramento dell’efficienza degli usi finali di energia)
Si prevede un Piano nazionale di edilizia scolastica con due precisi obiettivi: l’ammodernamento e la razionalizzazione del patrimonio immobiliare scolastico e la riduzione strutturale delle spese di funzionamento. Si individua nel CIPE il soggetto titolato ad approvare il Piano nazionale di edilizia scolastica, rispettando le competenze istituzionali di Stato Regioni.
Gli obiettivi del Piano, per cui si prevede il concorso di capitali pubblici e privati, attraverso lo strumento degli accordi di programma, sono specificati al comma 2 e riguardano:
- ammodernamento e recupero del patrimonio scolastico esistente
- messa in sicurezza degli edifici
- costruzione e completamento di nuovi edifici
- efficienza energetica e riduzione delle emissioni inquinanti
Tra gli interventi da avviare con prioritaria urgenza, la norma individua un Piano, affidato al CIPE, per la messa in sicurezza degli edifici esistenti e la costruzione di nuovi edifici, con un primo stanziamento di cento milioni di euro nel 2012; è prevista inoltre l’estensione al triennio 2012-2014, applicandole anche alle scuole primarie e dell’infanzia, delle opportunità di finanziamento di progetti da parte dell’INAIL.
Vengono semplificate (comma 6) le procedure per il vincolo di destinazione d’uso scolastico, legandolo automaticamente al collaudo dell’opera.
Si prevede l’adozione di norme quadro (comma 7) finalizzate a garantire indirizzi progettuali omogenei su tutto il territorio nazionale. Il comma 8 vincola le disposizioni attuative alle risorse disponibili a legislazione vigente.
Entro 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto, gli enti proprietari di edifici adibiti a scuole, università ed enti di ricerca dovranno assumere misure di gestione, conduzione e manutenzione degli immobili volte a contenere i consumi e a renderne più efficiente l’utilizzo.
L’obiettivo dichiarato nell’intestazione dell’art.53 è indubbiamente molto ambizioso. Modernizzare il patrimonio immobiliare scolastico presuppone certamente la costruzione di sinergie tra i soggetti istituzionali preposti, richiede che si favorisca l’azione congiunta pubblico – privato, si definiscano regole e modalità procedurali trasparenti ed efficaci, si creino condizioni di fattibilità reali, ma significa soprattutto pianificare rilevanti investimenti in un’ottica pluriennale. Un piano nazionale di edilizia scolastica da approvare in tre mesi è certamente un intento apprezzabile, ma è lecito dubitare che risulti sufficiente a sostenerlo un finanziamento in avvio di soli cento milioni di euro.
ore
11:19:00
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Etichette: decreto legge
venerdì 10 febbraio 2012
Ex Enam - Borse di studio per la frequenza di corsi di istruzione post-secondaria, corsi di laurea e corsi post-laurea. Anno scolastico e accademico 2010/2011
ore
15:09:00
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Etichette: borse di studio, enam
giovedì 9 febbraio 2012
L'intervento di Bonanni al sit-in di Roma
ore
21:08:00
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Etichette: bonanni, manifestazione, pensioni
Libri di testo: l’annuale circolare ministeriale
Dopo aver integralmente richiamato le disposizioni contenute nella C.M. 16 del 10.2.2009 (che regolamenta compiutamente la materia) e ribadito che la durata delle adozioni è stabilita dall’art. 5 del decreto-legge 137/08 (cinque anni per la scuola primaria; sei anni per la scuola secondaria di I e di II grado), la circolare 18 segnala in primo luogo la più rilevante novità per l’a.s. 2012/13 e cioè l’obbligo di redigere i libri di testo in forma mista, parte cartacea e parte in formato digitale. Ne discende, pertanto, che testi scolastici esclusivamente cartacei non possono essere più adottati né mantenuti in adozione.
Ciò comporta la necessità di sostituire i testi in adozione dall’a.s. 2008/09 con testi redatti in forma mista, consentendo eventualmente, in caso di attuale utilizzazione di un testo esclusivamente cartaceo, la scelta tra la sostituzione con lo stesso testo in forma mista o l’adozione di un diverso testo che abbia tale forma.
I testi in forma mista o interamente digitale già in adozione nel corrente anno scolastico, invece, devono essere mantenuti fino al termine del vincolo pluriennale.
*
La recente adozione delle “Indicazioni nazionali per i licei” e delle “Linee guida per gli istituti tecnici e professionali” potrebbe non aver consentito l’integrale revisione dei testi già in uso. I collegi dei docenti, pertanto, valuteranno l’opportunità di procedere ad una nuova scelta, qualora i testi in adozione non si rivelino adeguati agli obiettivi specifici di apprendimento quali individuati dal nuovo ordinamento.
*
I collegi dei docenti delle scuole primarie e secondarie di I grado procederanno analogamente in riferimento all’adozione dei libri di testo di religione cattolica, stante la pubblicazione del d.P.R. 11.2.2010, contenente i “traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento della religione cattolica per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione”.
*
L’adozione dei libri di testo deve essere deliberata dai collegi dei docenti nella seconda decade di maggio secondo le modalità previste dalla circolare 16/09 e pubblicata all’albo delle scuole nonché sul proprio sito web e su “Scuola in chiaro”, distinguendo i libri tra obbligatori e consigliati: questi ultimi dovrà essere evidenziato che l’eventuale acquisto non costituisce un obbligo, ma una libera scelta delle famiglie.
*
In conclusione la circolare 18 precisa che non è consentito modificare le scelte effettuate dopo l’adozione delle relative delibere da parte del collegio dei docenti, anche nel caso di diversa strutturazione della rete scolastica che dovesse intervenire - per effetto dei nuovi piani di dimensionamento regionali adottati in queste settimane (ex lege 111/11 e 183/11) - a partire dall’a.s. 2012/13.
*
I dirigenti di istituzioni scolastiche nelle quali, per il prossimo anno scolastico, risultino iscritti alunni non vedenti o ipovedenti provvederanno immediatamente a richiedere - ai centri di produzione specializzati che normalmente curano la trascrizione e la stampa nel sistema di scrittura e lettura braille - i testi scolastici necessari, al fine di consentire l’acquisizione della disponibilità dell’Ente Locale in ordine all’assunzione dei relativi oneri.
ore
19:27:00
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Etichette: libri di testo
Mobilità ATA, firmato il decreto
Al decreto è allegata la tabella di ripartizione dei posti distinti per provincia e per profilo.
Giunge così a conclusione una vicenda assai travagliata sotto diversi aspetti: quello delle relazioni sindacali, su cui hanno pesato fortemente le invadenze e la farraginosità delle procedure di controllo degli atti negoziali, e quello degli interessi e delle aspettative tra loro confliggenti di cui sono portatori quanti aspirano a ricoprire i posti di lavoro disponibili. Non è la prima volta che il sindacato si trova a dover compiere scelte difficili, in presenza di attese tra loro contrastanti che esigono attenzione e equilibrio, specie in situazioni che rendono ancor più difficile soddisfare tutte le esigenze. Riteniamo che i passaggi di area rappresentino un'opportunità di crescita professionale troppo a lungo negata. Nello stesso tempo ci battiamo perchè lo stop ai tagli, e il proseguimento di una politica di stabilizzazione del lavoro che abbiamo rivendicato e ottenuto col piano triennale di assunzioni, diano risposta concreta ai precari offrendo opportunità di lavoro, e di lavoro stabile.
ore
14:34:00
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mercoledì 8 febbraio 2012
Va pagato chi sostituisce il dirigente, sentenza a Milano
La Cisl Scuola rivendica da tempo il pagamento dell’indennità dovuta ai docenti che svolgono di fatto mansioni di vicario del dirigente, in particolare in istituzioni scolastiche affidate in reggenza. Lo ha fatto in ripetuti incontri al MIUR, scontrandosi finora con l’assoluta indisponibilità a riconoscere tale diritto, in base all’asserita impossibilità di attribuire compensi per una funzione, quella di vicario, che non sarebbe più prevista dalla normativa dopo l’attribuzione dello status di dirigente ai capi di istituto.
Parallelamente all’azione svolta ai tavoli di confronto col MIUR, la Cisl Scuola ha promosso vertenze legali in alcuni territori che, come nel caso di due ricorsi sostenuti dalla segreteria territoriale di Milano, cominciano a registrare esiti favorevoli. Recentemente il giudice del lavoro di Milano, decidendo un ricorso proposto da un'insegnante che ha svolto l’incarico di docente vicario in istituzione scolastica assegnata in reggenza, ha accolto la tesi della ricorrente, condannando l’Amministrazione al pagamento della somma di 7.552,49 euro, oltre alle spese di lite.
La sentenza (n. 6767/11 del tribunale di Milano) ha riconosciuto il diritto considerando pienamente vigente, come prevede l’articolo 146 del CCNL del 2007, l’art. 21 del CCNL del 1999, che dispone l’attribuzione del 50% dell’indennità di direzione al docente vicario delle istituzioni scolastiche affidate in reggenza.
Analoga pronuncia era già stata adottata dal giudice del lavoro di Milano con sentenza 5326/11, che condannava l’amministrazione a pagare l’indennità di funzioni superiori, affermando, tra l'altro, che la motivazione addotta dalla difesa erariale per giustificare il mancato pagamento (non essere prevista la spesa tra quelle rientranti nelle risorse finanziarie su cui la scuola poteva contare) non poteva essere presa in considerazione in quanto gli emolumenti in questione erano comunque dovuti per attività lavorativa effettivamente svolta.
La sentenza avvalora quanto sostenuto dalla CISL Scuola circa il diritto dei docenti che svolgono la funzione di collaboratore vicario a percepire le indennità previste dal CCNL. La posizione di rifiuto fino ad oggi sostenuta dal MIUR appare fondata su considerazioni astrattamente giuridiche, non tenendo in alcun conto l’effettivo carico di lavoro ricadente sul docente che di fatto sostituisce il dirigente, svolgendo una funzione che nessuno può pretendere di vedere assolta in modo gratuito.
ore
20:18:00
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Etichette: sentenza
Sperimentazione VALeS
Il nuovo percorso sperimentale - di cui proponiamo una sintetica descrizione - ripercorre, sostanzialmente, le linee fondamentali del progetto VSQ con tre importanti integrazioni
•l’estensione al secondo ciclo d’istruzione;
•l’eliminazione del criterio della premialità;
•l’inclusione nel percorso valutativo del dirigente scolastico.
L’integrazione esposta al terzo punto ha indotto l’Amministrazione a prevedere la specificità nel percorso di valutazione delle scuole e in quello del dirigente scolastico.
Per quest’ultimo, infatti, tenendo presente la normativa di riferimento (art. 25, decreto legislativo 165/01 e art. 20, CCNL V Area del 2006, reiterato integralmente nel CCNL 2010), i descrittori da considerare nella procedura valutativa sono i seguenti:
•direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane;
•organizzazione e gestione delle risorse finanziarie e strumentali;
•promozione della qualità dei processi interni alla comunità professionale;
•sviluppo delle innovazioni;
•attenzione alle famiglie ed alla comunità sociale;
•collaborazione con i soggetti istituzionali, culturali, professionali, sociali ed economici del territorio.
Come è agevole osservare, si tratta di mettere sotto osservazione alcuni significativi compiti istituzionali che l’attuale ordinamento (sia unilaterale che pattizio) mette in capo ai dirigenti scolastici.
L’adesione alla sperimentazione (limitata a 300 istituzioni scolastiche) è pertanto subordinata a due previe condizioni:
•la delibera positiva del collegio dei docenti;
•l’adesione del dirigente scolastico.
Le scuole che intendono volontariamente partecipare alla sperimentazione debbono presentare apposita istanza attraverso un modulo on line reperibile sul sito del MIUR.
Tra tutte le istanze presentate, il MIUR si riserva di accogliere (in relazione alle disponibilità finanziarie) le domande di adesione, fino al suddetto limite di 300, in base ai seguenti criteri:
•ordine cronologico di presentazione;
•equilibrata distribuzione sul territorio nazionale;
•equa rappresentatività delle scuole del primo e del secondo ciclo.
Le istanze possono essere presentate dal 10 febbraio al 12 marzo 2012.
Alle scuole selezionate per la partecipazione verranno assegnati finanziamenti per:
•il piano di miglioramento;
•le spese di funzionamento;
•il riconoscimento del “maggior impegno” della “comunità professionale”.
Anche se non precisato dalla circolare 16, la ripartizione tra i tre su specificati punti delle risorse complessivamente assegnate a ciascuna istituzione scolastica (si parla informalmente di un budget da 10.000 a 20.000 euro, dato al momento presunto), nonché la misura degli “incentivi” individuali di cui al terzo punto per il personale docente e ATA sarà oggetto di specifica contrattazione integrativa di istituto.
Per quanto riguarda, invece, la quota del budget complessivo assegnato a ciascuna scuola da attribuire al dirigente scolastico, è stato assunto dall’Amministrazione l’impegno di attivazione di un “tavolo” di contrattazione integrativa nazionale, tuttora disatteso.
Il finanziamento dei progetti VALeS avviati nelle scuole delle 4 Regioni del Mezzogiorno appartenenti all’Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) sarà tratto dai Fondi Strutturali Europei, la cui gestione - come è noto - è disciplinata dalle specifiche Direttive dell’Unione Europea.
Relativamente alla valutazione espressa dalla CISL Scuola circa le iniziative sperimentali proposte dal MIUR, rinviamo all’apposita nota della Segreteria Nazionale redatta all’indomani dell’incontro di informativa sulla materia.
ore
20:15:00
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martedì 7 febbraio 2012
I giovani e il lavoro, il pane e le brioches
E’ un problema di strutture e di politiche inadeguate o di culture arroccate e pigre? O un mix di più cose che richiedono capacità di discernimento e risposte articolate? Chi sono i giovani che abbiamo allevato, come è la società che abbiamo preparato per loro? Che cosa offriamo ai giovani e che cosa chiediamo loro?
Fa specie che un governo di tecnici possa liquidare questi problemi con raffiche di battute, ultima quella proferita dal Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. Dai ventottenni sfigati alla monotonia del posto fisso, ai bamboccioni che non si staccano dalle gonne di mammà c’è stato un susseguirsi di affermazioni da cui traspare che chi parla così allude a situazioni che non capisce perché non vive. Vengono in mente le brioches che una stupefatta Maria Antonietta chiedeva di dare al popolo, al posto del pane esaurito.
Bene dunque che il Ministro Cancellieri abbia oggi chiesto scusa per quanto affermato ieri; vogliamo anche sperare che, con l’attenzione ad un linguaggio più controllato e sobrio, chi ci governa e quanti fanno politica affrontino questioni tanto delicate assumendo per intero le preoccupazioni e l’ansia della gente normale, di quella stragrande maggioranza di famiglie e di giovani che fanno di tutto per lavorare e per darsi un futuro. E’ di questa sensibilità che ha bisogno il Paese per rimettersi in cammino.
Roma, 7 febbraio 2012
Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
ore
20:35:00
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Etichette: dichiarazioni Scrima
Pensioni: presidio unitario giovedì 9 febbraio al Pantheon
Il testo del decreto approvato alla Camera, infatti, non risolve i problemi di quei lavoratori che - avendo perso il lavoro (crisi aziendali o altre fattispecie) - si trovano ad affrontare l'innalzamento repentino dei requisiti di accesso al pensionamento: per loro c'è la prospettiva di affrontare periodi senza lavoro, senza più ammortizzatori sociali e senza pensione. Per questo devono essere garantite le risorse necessarie alla copertura di questa irrinunciabile esigenza.
Inoltre, devono essere esclusi dalle penalizzazioni - in caso di pensione anticipata ad età inferiori ai 62 anni - anche i periodi di maternità facoltativa, di congedi per assistenza ai disabili, di cassa integrazione straordinaria, di mobilità e quelli relativi al riscatto della laurea e al riscatto della contribuzione omessa.
Cgil, Cisl e Uil chiedono anche di eliminare l'aggancio all'aumento dell'aspettativa di vita del requisito contributivo ai fini dell'accesso al pensionamento anticipato.
Per quanto concerne, altresì, la questione delle pensioni del comparto scuola e AFAM, dove vige una specifica normativa, deve essere prevista l'opportunità di far slittare al 31 agosto 2012 il termine per acquisire i requisiti per l'accesso alle pensioni con le disposizioni previgenti la nuova normativa.
Cgil, Cisl e Uil, infine, continueranno a porre al Governo e al Parlamento la necessità di restituire un carattere di gradualità nell'accesso al pensionamento senza il quale l'impatto sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone, nonché sull'occupazione dei giovani, risulta particolarmente pesante
ore
20:25:00
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Etichette: manifestazione, pensioni
Elezioni RSU (5/7 marzo 2012): proroga presentazione liste nelle scuole chiuse per maltempo
Considerati i provvedimenti di emergenza (chiusura uffici pubblici e scuole), causa maltempo, che hanno interessato numerose istituzioni scolastiche del territorio nazionale, l’accordo proroga - da domani, 8 febbraio, caso per caso - i termini di presentazione delle liste elettorali per un numero di giorni lavorativi complessivamente pari a quelli di chiusura intervenuti fino a tale suddetta data.
L’accordo - che conferma le altre scadenze del calendario definito a dicembre - fissa, comunque, a sabato 18 febbraio il termine ultimo di presentazione delle liste.
ore
20:20:00
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